3 Aprile 2019

Lezioni di stile da ‘Beverly Hills 90210’




Ci sono domande alle quali ogni persona cresciuta negli anni ’90 sa rispondere: team Dylan o team Brandon? Kelly o Brenda? Scelte obbligate in grado di svelare più di quanto sembri in apparenza su noi stessi, sulla nostra percezione della vita e sull’impatto di Beverly Hills 902010 in quel decennio. In meno di 6 giorni, social e mass media sono stati invasi da due notizie: l’annuncio del ritorno della serie e la morte di Luke Perry, forse la star più amata dello show. Le voci di corridoio si rincorrevvano già da un po’, ma la conferma ufficiale è arrivata mercoledì con un teaser che vede apparire sul suono di chitarra dell’iconica sigla originale la scritta “Indovina chi torna a casa?”.

Poche parole da parte del canale Fox Usa che dall’estate 2019, come fece per la prima volta nel 1990, manderà in onda 6 nuovi episodi. I dettagli sono pochi e confusi. Si parla di una specie di falso documentario in cui il cast originale interpreterà una sorta di versione amplificata di sé stessi alternata da spezzoni del telefilm. L’unica cosa chiara fin da subito è che al progetto non parteciperanno né Shannen Doherty né, ovviamente, Luke Perry.

La trama

Brandon (Jason Priestley) e Brenda (Shannen Doherty) aka i gemelli Walsh lasciano il freddo Minnesota e approdano nell’assolata e sofisticata Beverly Hills, finendo nel liceo più prestigioso della città: il West Beverly High. Qui entrano in una crew di ragazzi, belli e coi vestiti firmati, ricchi e annoiati di L.A.: Kelly (Jennie Garth), la fragile e problematica reginetta della scuola; la dolce e casta Donna (Tori Spelling); Dylan (Luke Perry), quello fico, ribelle e tormentato; il gradasso Steve (Ian Ziering, ora conosciuto per la saga di catastrophe movie Sharknado); il timido David (Brian Austin Green) che sogna di fare il dj; la saccente Andrea (Gabrielle Carteris, una che sullo schermo doveva avere 16 anni, ma ne dimostrava almeno 50). Intorno a loro sfarzo, esami, confraternite, feste, problemi genitori-figli, droga, AIDS, sessualità, flirt, triangoli amorosi (Brenda-Dylan-Kelly o Brandon-Kelly-Dylan). Il tutto condito da una recitazione di qualità discutibile e una patina di moralismo che nell’era di Netflixpare intollerabile, ma che all’epoca funzionava.

Da serie teen a fenomeno generazionale

Torniamo indietro agli anni ’90, quando il produttore americano Aaron Spelling decide di dare vita a una serie tv per teenager non immaginando certo di poter dare vita ad un cult in grado di influenzare intere generazioni. Il primo episodio va in onda negli States nell’ottobre del 1990, l’ultimo nel maggio del 2000. Nei dieci anni in mezzo gran parte dei giovani di mezzo mondo resta incollata allo schermo, impaziente di sapere cosa succederà a quell’irritante perfettino di Brandon, se il povero David riuscirà a fare sesso con Donna (pare che Spelling, padre dell’attrice e produttore dello show, avesse messo un veto sulla questione) e se Dylan riuscirà mai a decidere chi ama di più tra Kelly e Brenda, sostituita ad un certo punto della storia dalla cugina combinaguai Valerie (Tiffani-Amber Thiessen aka Kelly di Bayside School).

Il successo devastante di questa crew di adolescenti è alimentato, per la prima volta, da una colossale varietà di merchandising: zaini, cartelle, astucci, album di figurine, barbie, orologi, t-shirt e, ovviamente, poster, forse l’accessorio più diffuso in ogni cameretta di quindicenne dell’epoca. Le riviste che pubblicano un qualsiasi accenno ai personaggi di Beverly Hills o ai suoi attori vanno a ruba tanto che tutti sanno anche i dettagli più piccoli, come il motivo dell’allontamento di Brenda dalla serie, dovuto al fatto che tutto il cast detestasse la Doherty. Gli adolescenti degli anni ’90 non si limitano alle parole, ma passano ai fatti imitando pedissequamente i look della crew di amici del Beverly High. Dai capelli alla Brandon e Dylan ai crop top di Donna e Kelly, dai jeans, meglio se abbinati con un giubbino in denim, al look maschile.

In onore del ritorno del telefilm più iconico degli anni ’90 ricordiamo i trend più significativi lanciati da fratelli Walsh & co.

Crop top

Ormai sono un item irrinunciabile nell’armadio di ogni ragazza, proposti mille versioni diverse da catene low-cost e luxury brand, ma negli anni ’90 a portali e renderli popolari sono Donna Martin, Kelly Taylor, Brenda Walsh e le altre teenager dello show di Fox.

Mom Jeans & denim fever

I mom jeans erano parte della quotidiana divisa della crew del Beverly High, insieme a tee spesso abbinati ad un giubbotto in denim. 

Plain white tee

Da James Dean in poi il mondo della moda e di seguito la popolazione mondiale ha capito che c’è un solo item indispensabile, versatile e capace di farti sentire sempre a tuo agio: la tee bianca. Must have assoluto. 

Tomboy look

Giacche tal taglio maschile, spesso over e con le spalle squadrate (un po’ simili a quelle viste in passerella da Balenciaga), camicia e magari cravatta. Brenda Walsh è uno dei personaggi che con estremo stile ha giocato con gli outfit da tomboy.

Mini dress

Colorati, neri, a fantasia. Le girls di Beverly li hanno indossati di tutti i tipi, meglio se ultra corti e aderenti.

Sideburns

Osservate attentamente le immagini di Brandon e Dylan. Il loro taglio di capelli è stato a lungo il più imitato dai ragazzi, raggiunto nella versione femminile dal bob di Rachel in Friends.

Fonte: www.nssmag.com

3 Aprile 2019

James Jebbia commenta per la prima volta il caso Supreme Italia




Supreme NY è passata all’attacco.

Dopo circa due anni dall’esplosione del fenomeno Supreme Italia – conosciuto da molti come il caso del legal fakelegit fake – il brand di New York è passato da un silenzio assordante ad attaccare direttamente IBF (società che possiede Supreme Italia e Supreme Spain). L’escalation è avvenuto da dicembre 2018, quando il caso Samsung in Cina ha attirato l’attenzione della stampa globale – da Highsnobiety fino alla CNN – seguita poi dalla prima apertura di IBF di uno store a Shanghai.
Supreme NY ha quindi deciso di aprire fronte pubblico – oltre a quello delle aule dei tribunali – attraverso dichiarazioni e attacchi diretti ad IBF. Il primo è stato il video pubblicato sul profilo IG intitolato FUCK THE FAKES, il secondo uno statement rilasciato ad Hypebeast, e il terzo (e più importante) sono le parole di James Jebbia rilasciate a The Business of Fashion.

Non penso esista un’altra azienda al mondo che ha dovuto affrontare una situazione del genere. Questo è un livello nuovo e inesplorato di truffa organizzata. Questa è un’azienda (IBF) che è riuscita a convincere una delle più grandi multinazionali al mondo che sono veri ed onesti.

– Per approfondire: Breve guida a Supreme Italia e Supreme Spain –

James Jebbia commenta per la prima volta il caso Supreme Italia In un'intervista rilasciata a The Business of Fashion, il fondatore di Supreme NY attacca sul legal fake | Image 0

Jebbia rilascia pochissime interviste e il suo coinvolgimento diretto sottolinea l’importanza che Chapter4 (la società che controlla Supreme) sta dando alla vicenda. Il cambio di strategia comunicativa è stato probabilmente spinto anche da Carlyle Group – il gruppo internazionale che nel 2017 ha rilevato il 50% del brand per 500 milioni di dollari – al fine da preservare il valore del brand proteggendo gli elementi chiave del business di Supreme: l’artificiale scarsità del prodotto e l’estrema fidelizzazione del cliente.
La presenza di IBF con store fisici in paesi come Spagna e Cina, impedisce l’espansione di Supreme NY in questi mercati e di fatto ne pregiudica il valore a livello globale. Sempre dall’intervista di Jebbia.

La gente deve sapere che il legal fake è una farsa. Sarebbe triste se le giovani generazioni dovessero pensare che fosse legittimo. Noi non facciamo casino sulla stampa, siamo sempre stati piuttosto tranquilli. Questa gente si è approfittata di questo… Noi non abbiamo neanche avuto il tempo di andare dietro a tutta la disinformazione e alle fake news che hanno mandato in giro…

 

Sulla situazione legale riguardo la registrazione del logo di Supreme, James Jebbia ha detto che “stiamo facendo ogni singola cosa possibile per sconfiggerli (IBF) e penso che alla fine ci riusciremo”. La registrazione del logo è il punto fondamentale di tutta la questione: Supreme NY non ha registrato il proprio logo in molti paesi del mondo ed IBF ha iniziato a farlo sfidando così il brand americano.

 

– Per approfondire: Perché Supreme NY ha problemi a registrare il Boxlogo? –

James Jebbia commenta per la prima volta il caso Supreme Italia In un'intervista rilasciata a The Business of Fashion, il fondatore di Supreme NY attacca sul legal fake | Image 1

Al momento la battaglia legale tra IBF e Chapter4 si sta svolgendo su vari fronti: in Spagna, Italia, Cina e a livello Europeo, dove l’EUIPO ha rigettato per due volte il tentativo di registrazione del boxlogo da parte di Supreme, ma la stessa Supreme sostiene che la richiesta è ancora in stato di analisi.
A precisare la situazione legale ci ha pensato Darci J. Bailey – general counsel di Supreme e responsabile del programma di registrazione del marchio di Supreme – che è stato menzionato nell’articolo di Business of Fashion

Non c’è una giurisdizione nel mondo in cui stanno facendo le cose in modo legale (in riferimento a IBF, ndr). Aprire negozi in giro per il mondo renderà la loro sconfitta solamente più clamorosa nel momento in cui li manderemo giù.

 

Riguardo l’articolo di BoF, IBF ha rilasciato ad nss magazine una breve dichiarazione in linea con la generale strategia adottata fino ad oggi:

Commentiamo le dichiarazioni di Jebbia limitandoci a dire che l’uso di termini e aggettivi rilasciati in maniera gratuita e disincantata sulla nostra società saranno portati all’attenzione degli organi competenti penali e non soprassederemo ulteriormente a questa diffamazione e calunnia internazionale.

Fonte: www.nssmag.com

3 Aprile 2019

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione




In Italia, il boom delle sneaker è evidentissimo. Migliaia di sneakerhead o semplici appassionati sono alla costante ricerca delle ultime release o della sneaker più rara da portarsi a casa. Il mercato del resell ha fatto esplodere ancora di più il fenomeno facendolo diventare di una portata mai vista prima.

Lyst è un vero e proprio Google della moda dove potete cercare tutto quello che riguardi il fashion, sbarcato finalmente in Italia nell’ottobre del 2018, dopo la sua nascita in Gran Bretagna e l’enorme successo negli Stati Uniti. nss magazine ha ottenuto in esclusiva i dati italiani delle sneaker più cercate degli ultimi 6 mesi, divisi regione per regione, relativi alla categoria “sneakers”.

Ciò che si evince da questa ricerca è che in Italia le sneaker sono l’item più cercato in assoluto sia dagli uomini che dalle donne e che ci sono due brand che dominano: Balenciaga (con un unico modello, le Triple S) in 4 regioni e Nike con diversi modelli in 7 regioni diverse.

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 11

 

Le più cercate su Lyst divise per modello:

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 0

Trentino-Alto Adige
Friuli Venezia-Giulia
Veneto
Puglia

Balenciaga Triple S

Retail price: 795€
Resell Price: 1200€

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 6

Piemonte
Umbria

Valentino Sneakers

Retail price: 520€/850€

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 2

Lombardia

Alexander McQueen

Retail price: 520

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 9

Liguria
Lazio
Sicilia

Nike Air Vapormax

Retail price: 212€  

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 10

Emilia-Romagna
Basilicata

adidas NMD

Retail price: 120€ 

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 8

Toscana

Golden Goose Deluxe Brand

Retail price: 180€/325

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 4

Marche
Campania

Nike Air Max 97

Retail price: 139€
Resell price: 200€

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 5

Molise
Calabria

Vans Old Skool

Retail price: 75

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 1

Abruzzo

Nike Air Force 1

Retail price: 101€/121€

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 7

Sardegna

Nike Air Jordan

Retail price: 151€
Resell Price: 220€/800€

Le sneaker più cercate in Italia, regione per regione  I dati degli ultimi 6 mesi registrati da Lyst | Image 3

Valle d’Aosta

Converse Comme de Garçons

Retail price: 135€ 

 

Qui di seguito potete vedere la ricerca in Italia divisa per regioni:

Piemonte: Valentino Sneaker

Valle d’Aosta: Converse Comme des Garçons

Lombardia: Alexander McQueen

Trentino-Alto Adige: Balenciaga Triple S

Veneto: Balenciaga Triple S

Friuli-Venezia Giulia: Balenciaga Triple S

Liguria: Nike Air Vapormax

Emilia-Romagna: adidas NMD

Toscana: Golden Goose Deluxe Brand

Umbria: Valentino Sneakers

Marche: Nike Air Max 97

Lazio: Nike Air Vapormax

Abruzzo: Nike Air Force 1

Molise: Vans Old Skool

Campania: Nike Air Max 97

Puglia: Balenciaga Triple S

Basilicata: adidas NMD

Calabria: Vans Old Skool

Sicilia: Nike Air Vapormax

Sardegna: Nike Air Jordan

Fonte: www.nssmag.com

3 Aprile 2019

Ecco i marchi più cercati dagli italiani online regione per regione




Lyst è un motore di ricerca internazionale che si dedica, prevalentemente, alla moda di lusso. Esattamente: è il Google di Donatella Versace. Aperti i battenti in Italia da ottobre 2018, il sito rende disponibili marche che vanno da Prada a Yoox. Recentemente, Lyst ha pubblicato una raccolta dati sulle ricerche e sugli acquisti fatti da 2 milioni di utenti italiani regione per regione, avendo dato loro la possibilità di scegliere tra 12mila negozi online e siti di e-commerce. E tra bottoni, stampe animalier e maglioncini cerulei di Miranda Priestly, abbiamo scelto qualche regione per mostrare quanto emerso:

LOMBARDIA
Sia gli uomini che le donne hanno fatto primeggiare Gucci, rispettivamente con  un 17% per i primi e un alto 32% per le seconde. Il grandissimo successo per il marchio forse è dovuto allo spasmo di accaparrarsi le iconiche babbucce di plastica da 200 euro che tutti portano fieramente a spasso, con l’immancabile calzino di spugna Adidas: avanguardia pura. Ma la realtà surclassa i dati empirici: c’è più probabilità di vedere in giro tre tizi con la stessa camicia di Zara e uno di loro, molto probabilmente, è lo stesso direttore creativo di Gucci.

VALLE D’AOSTA

La regione vede il primato di Moncler per gli uomini e Balenciaga per le donne. Il freddo della stagione invernale dà al portafoglio quanto alla testa: i piumini Moncler tengono effettivamente più caldo di un forno ventilato a centottanta gradi, ma Balenciaga vede la sua notorietà per le, oramai must-have, scarpe. Sì sì, proprio quelle nere che si infilano come una calza restringente e la suola bianca, simili agli stivaletti dei Cavalieri dello Zodiaco. E il ragionamento è: ma se nemmeno Samantha Cristoforetti se le è messe per andare sulla luna, perché le valdostane ci vanno in giro per il centro?

MARCHE
Nella regione del Verdicchio, Prada è il brand sul quale convergono sia gli uomini che le donne, rispettivamente col 25% e il 27%. Quindi, qualora quest’estate voleste passare le vacanze nelle campagne marchigiane, il motto per antonomasia è: I’m Prada, you’re Nada.

SICILIA
Nella regione gli uomini cercano con un 18% Dolce&Gabbana, mentre le donne danno la preminenza ad Alexander McQueen per il quale spicca un vertiginoso 45%. La terra natia di Domenico Dolce porta loro omaggio, ma non la Cina. Quella mai più. L’eclettico McQueen viene soprattutto ricordato per aver omaggiato Lady Gaga con i suoi look più controversi quanto iconici; divertente è il pensiero di Assuntia da Cefalù girare con un tacco 27 alla Bad Romance, pronta per assaporare due cannoli ricotta e cioccolato come se Alejandro non la vedesse.

TOSCANA
Off-White è il brand che ha visto più ricerche maschili quanto femminili. Ed è comunque geniale: nessuna c da aspirare nella pronuncia.

Di seguito potete vedere tutte le ricerche regione per regione suddivise tra uomini (prima) e donne (poi):

Lyst segnala che le cose più cercate – tra abiti e accessori – sono le sneaker, sia per gli uomini che per le donne. La classifica femminile prosegue con due tipi di borse, le giacche e gli abiti, mentre quella maschile con giacche, magliette, felpe e cinture.

Fonte: https://www.ilpost.it